L'autrice

Nome: Laura
Soprannome: Lalla
Data di nascita: 27/11/1989
Segno zodiacale: Sagittario
Ascendente: Leone
Single: No

Adoro

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Detesto

Scrivi ciò che odi

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La mente

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L'udito

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domenica, 29 ottobre 2006

16:02
commenti (6)

Andare in discoteca il sabato notte è una bomba... soprattutto quando prima di andarci si beve quasi un'intera bottiglia di vodka alla fragola insieme ad un'amica.
E' quello che abbiamo fatto io e Iris prima di andare nella discoteca in centro città.
Siamo anche arrivate puntuali all'apertura e naturalmente non c'era molta gente... c'era chi cenava e chi si sedeva ai primi tavoli ad aspettare che iniziasse la musica vera e propria del sabato notte.
Una stanzetta dedicata ai fumatori, dove si chiude la porta di vetro e si rimane lì anche ascoltando la musica che fuori da quella stanza era assordante. Chissà quanto ci avrò passato lì dentro.
Abbiamo fatto tavolino con un tipo che fatalità è del mio stesso paese e conosce mio cugino =D che coincidenza ragazzi!
Ma passiamo oltre.
Al mondo ci sono molti stronzi... non me ne meraviglio più di tanto. Ormai, questi stronzi mi hanno fatta cambiare di carattere. Non più la Laura timida, che fa il sorrisino azzardato e si nasconde agli sguardi... no. Ora mi sento come una gattina rinata, una pantera... una tigre!
Ma non è che abbia avuto chissà quanti ragazzi io, forse uno con cui ho fatto una storia seria.
Gli altri invece era più un'attrazione, fisica e caratteriale certo.
Ma che ve ne frega dei fatti miei in fin dei conti? Nulla.
Quindi non sto qui a raccontare filo e per segno la mia vita, anche se mi viene spontaneo, non ci posso fare niente. Le dita scorrono sulla tastiera e buttano giù quello che la mia mente pensa, a tempo. Troppo veloce forse, niente viene perso.
La nottata in disco mi ha fatto capire, che la mia parte protettiva esce quando meno me l'aspetto e diventa violenta, troppo violenta.
Stavamo ballando, una davanti all'altra. Avevamo già bevuto qualche bicchiere, la vodka a casa, ma ancora ci reggevamo in piedi, connettevamo ancora il cervello.
Iris ogni tanto occhiava il ragazzo con cui si frequentava, ballare con una ragazza... che fatalità conosco. Questa, non sapeva niente.
Lui... parla all'orecchio della tipa e piano le si avvicina troppo al viso.
Io non vedevo niente, ero di spalle... ma ho visto Iris bloccarsi di colpo. La guardo e seguo il suo sguardo. Gli altri due si stavano baciando.
Subito mi giro di scatto e guardo Iris, che si è nel frattempo portata alla bocca una mano e le lacrime hanno fatto il loro dovere. Stava dirigendosi verso l'uscita, io l'ho seguita, passando di fianco al biondino che le aveva appena mollato un due di picche indiretto.
Non ho potuto rimanere ferma, la rabbia nel vedere la mia migliore amica in lacrime, per un ragazzo a cui teneva, mi ha fatto reagire. Una spallata a lui, che per poco non finiva dall'altra parte della console da quanto era violenta, li ho fatti staccare dal loro "incantevole" bacio.
L'altra Laura non avrebbe fatto niente.
Subito l'ho fermata e l'ho abbracciata, lasciandola sfogare sulla mia spalla. Voleva andarsene, ma l'ho convinta a rimanere, bevendo ancora quelle bevande che ogni tanto arrivavano al nostro tavolo.
Non voleva bere... ma sono stata costretta, altrimenti avrebbe rovinato anche a me la serata, che non è che sia stata già un granchè. Era già tanto se eravamo lì alle due di notte e dovevamo vivere il momento.
Le porgo un bicchiere di Coca-Avana dicendole che se non avrebbe bevuto, sarei andata da lui a picchiarlo. Lei non vuole fargli del male, vuole lasciar perdere tutto, ma io no... sono troppo vendicativa.
La serata l'abbiamo passata, alla fine dopo vari mix e champagne. Siamo tornate a casa ubriache.
Ci reggevamo in piedi per carità, abbiamo connesso, ci ricordiamo un po' di cose che sono successe e abbiamo pure rimorchiato tipi! Beh, pare ovvio quando due ragazze sono ubriache, che ci provano.
Appena arrivata a casa ho buttato fuori anche l'anima, cazzo... la mia amica che ha bevuto più di me, non ha avuto alcuna reazione.
Ma in fin dei conti me l'aspettavo, non mi sono meravigliata.
In particolare è stata una bella serata, ho sempre avuto il sorriso sulle labbra, nonostante quel fatto per Iris.
Mi ricordo, che appena l'ho spinto, la gente mi guardava, sorpresa. Alcuni miei amici mi hanno chiesto che era successo, vedendo Iris in lacrime ed io che per poco non menavo l'altro.
Di stronzi ormai ce ne sono tanti al mondo, io l'avevo avverita, anche M... però lei non m'ha dato ascolto. Lo sapeva, ma al cuore non si comanda.

Noi donne non dobbiamo lasciar passare ogni cretinata dei ragazzi, facciamogliela pagare. Io ho già cominciato... e come si dice?

Chi mi ama, mi segua!

BabyStar89

giovedì, 26 ottobre 2006

16:16
commenti (4)

Festa dell'Accoglienza a scuola, con foto di classe, boufet, musica organizzata dal nostro dj, che sta in una classe a far il rappresentante pure e attività, alla quale nessuna di queste io ho partecipato.
Io vestita da metallara, una gnocca veramente. Le mie compagne mi vedono arrivare a scuola, mi sorridono e mi girano attorno come avvoltoi, chiedendomi dove avevo comprato questo o quello, perchè a loro piaceva, com'ero vestita stamattina.
Inizia la mattinata, prime due ore regolari e poi festa.
La musica, carina, ma niente in confronto come qualcun altro che conosco. Rock This Party di Bob Sinclair ripetuta 3 volte e Shakira un paio. Continuava a mettere hip-hop, per i rappettari che c'erano in cerchio, ad esibirsi sull'asfalto, girando su se stessi e incrociando le gambe così agilmente che manco vedevi se toccavano terra.
In compenso a volte metteva su delle canzoni che mi facevano proprio muovere, non potevo farne a meno, muovevo il piedino solo per limitarmi, non volevo esibirmi come in discoteca sul cubo o sul tavolo.
Ma sorvoliamo sulla festa, andiamo oltre. Un fatto schifoso è successo oggi a scuola.
Dall'inizio della festa ho visto la mamma di Siham, una marocchina, tradizionalista, che è stata bocciata l'anno scorso ed è arrivata in classe nostra da quest'anno scolastico, mi chiedevo che ci faceva sua mamma a scuola, al fianco della figlia, a braccia incrociate e con un muso lungo chilometri. Che aveva, boh non lo so.
Mentre parlavo con le mie amiche e con Zakia, l'altra marocchina che non indossa il velo, arriva la mamma di Siham e si mette a parlare in arabo contro Zakia, con aria non del tutto amichevole. Anzi, aveva una faccia dipinta dal disprezzo. Si poteva per lo meno capire dai gesti che facevano, cosa si dicevano... infatti, una parola l'ho colta, che me l'ha insegnata lei "Vaffanculo". La mamma della tipa è rimasta zitta, l'ha guardata e poi se n'è andata dalla figlia. Neanche il tempo di arrivare, che Siham parte e arriva a passo svelto, se non di corsa da Zakia, tutta incazzata e le spara un pugno, che Zakia evita, parandosi e con l'altra mano afferra il polso dell'altra e la scaraventa a terra.
Tutto in un attimo di secondo, figata! Rissa, ma prima di tutto, ho tenuto ferma Zakia, che si stava difendendo, perciò mi sono messa davanti a lei.
Il professore che era lì, di fianco tra l'altro, ferma l'altra.

Com'è finito?
Entrambe sospese.

I professori danno ragione a Siham, la prima ad aver combinato tutto il casino, mentendo e solo con questa sua bugia se l'è cavata... stronza.
La storia?
Lei è andata a dire sua mamma che Zakia è una puttana, che se la tira a scuola e che ci prova con tutti (che in realtà non è vero, perchè fa solo un po' di casino in classe). Sua mamma poi, è andata a parlare con mamma di Zakia, che fatalità si conoscono, perchè un anno fa loro due erano grandi amiche, ma ora... credo proprio di no. Cazzo però... Tutto è cominciato da lì.
Una musulmana, per chi non sapesse, non può fare la puttana. Deve rimanere vergine fino a che non si sposa, per Allah dicono. Boh... ma comunque Zakia non ha nessuna colpa.

Le ragazze di terza, le ex compagne di Siham, continuavano a guardare il nostro gruppetto. Già ci stanno creando problemi quelle pezzenti, figuriamoci... Io e Iris ci siamo messe a fissare Siham, cercando di leggere il labbiale. Stava raccontando la storia dall'inizio e che è finita con la sospensione dal preside. Invece di essere triste, quella rideva. Cretina.
Le ragazze a volte si giravano, incrociavano i nostri sguardi e si giravano. Una di loro ha detto "Guarda quella che ci sta guardando.." e vedi la colloquiatrice che si gira, si volta ancora una volta dandomi le spalle, imitandomi. Io sorrido e dico a Iris "Se non fosse che il preside ha già nomi scritti sul registro della sospensione di oggi, io andrei là e le ammazzo di botte". Il coro dietro che mi dava forza e coraggio, vedendo il mio sguardo di ghiaccio e il commento di un ragazzo "da pantera".
Alzo il dito medio e lo appoggio al mento, aggiungendo quel mio sorrisetto grazioso strasfottente.
Loro mi guardano... e una dice "Vediamo se..." avevano la nostra stessa tattica. Vedere se una o l'altra voleva andare da una o l'altra per beccarsi. Un gruppetto voleva, l'altro no. Paura eh?
Bella scelta... perchè quando sono incazzata forte non vi conviene mettervi contro.

Le mie compagne di classe che urlavano il mio nome, per forse incoraggiarmi, di darmi la forza di andare dal gruppo della terza. Ma io là da loro non ci vado, io le palle le ho... ma voglio vedere se le altre ragazzine ce le hanno. Perchè non sono io quella ad aver torto e non voglio passarci.

Le mie ragazze non si toccano, voglio troppo bene ai ragazzi della mia classe e se qualcuno viene toccato sono guai, sono come una mia seconda famiglia.

BabyStar89

mercoledì, 25 ottobre 2006

20:45
commenti (4)

La professoressa questo pomeriggio ci ha portato una specie di catena, di quelle che girano per email, chiamate le catene di S.Antonio. Tratto da una storia vera.
Un incidente, il sabato notte.

2...minuti grazie

"Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi son ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata, sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... la mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e... addio."

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... shoccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza.

BabyStar89

martedì, 24 ottobre 2006

18:12
commenti (6)

Lentamente

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi 
percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. 

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini 
sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli 
occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore 
davanti all'errore e ai sentimenti. 

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, 
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, 
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. 

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova 
grazia in se stesso. 

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; 
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. 

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, 
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, 
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. 

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno 
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. 
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

BabyStar89

sabato, 21 ottobre 2006

12:59
commenti (7)

Ieri sera mi sono trovata con Ale davanti alla chiesa e poi siamo andati insieme al parco davanti al comune del mio paese. Siamo rimasti lì un po' da soli, fino almeno le 22.30.
Abbiamo parlato e abbiamo già litigato. Solamente perchè dovevo rimanere fino alle 21.30 altrimenti la pizza di stasera me la scordavo. E d'accordo, era una scusa, però l'ho detto come se fosse stato vero. Dovevo vedere M.
Ale si era così incazzato che continuava a parlarmi e farmi domande. Mi domandava cosa avessi capito di lui. Beh... la cosa certa è che lui non è uguale agli altri ragazzi, non mi prende per il culo, è sincero, mi guarda negli occhi quando mi parla e mi sorride. Mi piacciono i suoi occhioni verdi e il suo sorriso. Ha quasi 22 anni.
L'età però è un'informazione alquanto relativa.
La cosa che mi sorprende è che sa il mio cognome. Io in questi giorni non gliel'ho mai detto...
Se lo ricorda dopo 10 anni... pazzesco!
Abbiamo fatto pace e credo che stia cominciando una storia.
So solo che gli ho già mentito. Quando stavo avviandomi verso casa, dopo averci salutato per un bel quarto d'ora, lui mi ha sorpassato e se n'è andato.

Dopo due minuti mi fermo e mi guardo intorno, la strada era vuota erano solo le dieci e mezza di sera. Un rombo di motorini e mi giro, non riconosco le facce, ma sicuramente ragazzi... si avviano al parco dove prima avevo sostato.
Mi avvio in loro direzione e nel frattempo arriva M, prende e si va a sedere su una panchina poco in là, distante dal gruppetto di ragazzi.
Mi toglievo l'mp3 dalle orecchie e i ragazzi che intanto si stavano togliendo i caschi e scendevano dalla biciclette con le quali erano arrivati, mi salutavano. Uno era Damiano.
E non solo lui mi salutava, ma quattro o cinque tipi... della mia scuola.
Io saluto anche con un sorriso, mi avvicino a loro e chiedo come va. Tutto bene, ma stavano già cominciando a parlare dei loro fatti e allora mi avvicino a Damiano e gli do un bacetto sulla guancia.
Niente di che... ma lui ha ricambiato. =)
E' un bel ragazzo questo qui, però nient'altro di baci eh.

Non voglio continuare a scrivere. Solo due cose.
1-Ho tirato un ceffone a M. (per sbaglio, perchè volevo tirargli un leggero colpetto)
2-Abbiamo litigato.

Dopo poco doveva andare via. Mi ha dato un bacio sulla guancia e si stava allontanando quando io gli ho detto "potevi risparmiarlo" e lui mi ha risposto di essere una persona seria.
Certo certo...

Dopo qualche minuto che lui era andato via, io ho preso in mano una cicca e ho cominciato a fumare. Dei ragazzi che erano seduti sulle panchine poco più in là, mi avevano vista da sola e sono venuti verso di me, piano piano. Uno di loro mi chiede una sigaretta e io gli ho dato il paccheto, ce n'era una. Erano della mia scuola, del mio autobus... abbiamo parlato un po' e mi hanno fatto un po' di compagnia. Grazie ragazzi. A voi almeno la serata passa, a me uno schifo, rovinata.
Fino a mezzanotte siamo stati insieme, a parlare di scuola e sfottere i prof.
Poi sono tornata a casa.

Lasciando da parte le mie storie che intrippano sempre male, voglio dire una cosa.
Mi sento cambiata. Non solo perchè il mio ex si fa sentire di continuo in questi giorni, chiedendomi di riprovare una storia con lui, perchè mi vede cambiata e si accorge che è ancora innamorato di me.
Io non so se credergli o meno... anche perchè è passato un anno dalla nostra storia... e nonostante quello che mi ha fatto, io gli voglio bene, perchè è un mio ex e con lui ho perso una cosa che non si può più riavere indietro. Lunedì ne parleremo a quattr'occhi, ma ricordiamo che ora io sono occupata e quest'uscita premetto sarà solo un chiarimento. Io l'ho già avvertito.

E' bello non sentirsi più sola, comincio a conoscere gente di ogni parte della città... e la maggior parte di loro mi vuole bene per come sono. Ci saranno un casino di ragazzi che mi vengono dietro e io mi chiedo cosa gli faccio, perchè a volte proprio sto lì, guardo in giro eppure li attiro.
Chissà, adesso proviamo a vedere come va con Ale... gli voglio bene sì e quando avevo 7 anni... a me piaceva molto. Si ricorda che gli sorridevo e mi nascondevo... io non me lo ricordo proprio. Strano, ma se si ricorda di cosa facevo a 7 anni e lui ne aveva 12... vuol dire sì che non mi ha dimenticata e che gli sono piaciuta. A volte il destino ci fa rincontrare... domenica quando l'ho visto mi sono bloccata... lui mi ha guardato e mi fa "Ciao Laura". Pietrificata.

BabyStar89

martedì, 17 ottobre 2006

20:17
commenti (4)

Oggi pomeriggio sono rimasta a scuola. Avevo lezione di diritto con un professore un po' pazzo.
Serio, ma che a volte esce con le sue battutine che fanno morire dal ridere.
Dopo aver fumato almeno 7 sigarette durante la pausa pranzo, torno in classe e chiedo disperatamente una gomma da masticare o una caramella, tutto pur di togliermi il cattivo gusto in bocca. Non trovavo nessuno di così generoso.
Iris si gira e mi fa "Buona la caramella" e se la ficca in bocca O_O che stronza. Mi ha dato la cartina e pensando lei che non me la mettessi in bocca, l'ho ficcata in bocca, cominciando a masticarmi la cartina della caramella. XD
Tutto pur di togliermi il cattivo gusto, ricordate?
Altro che togliere, mi faceva affanno.. dopo un po' di masticamento, appoggio la cartina sopra un foglio a buchi e lo appallottolo, ficcando la pallona in bocca.
Non so cosa mi sia salito in testa, ma mi sa che qualche neurone oggi è andato a fare shopping!
Blateravo e non si capiva un cazzo, Iris che rideva come una cretina... alla fine appoggio la palla sul tavolo e ne strappo un pezzetto, ingoiandone uno alla volta piano piano, di piccole dimensioni.
Le compagne dall'altra parte dell'aula mi stavano guardando e quando mi sono girata mi hanno fissato con una faccia non per dire stupita e divertita.
Il prof mi guarda e mi fa "Ma che ti stai mangiando la carta? Quando avevo la vostra età, chi si comportava così lo portavano da un'altra parte, non a scuola!" Intendeva a quanto pare il manicomio. XD
Per il modo in cui l'ha detto tutta la classe si è messa a ridere, il prof di per suo è pure simpatico, forse anche troppo e io non sono di certo resistita... sono scoppiata a ridere anche io.
Dopo circa 10 minuti, mentre lui dettava la lezione di diritto e gli articoli della Costituzione, alzo la mano sinistra che stava appoggiata sugli anelli del quaderno... e una linea del palmo è rossa.
Mostro la mano a Iris con sorpresa e il prof ammutolisce. Era seduto sul banco vuoto davanti al mio.
Mi guarda e mi fa "La carta comincia a farti effetto eh?"
Mi ha sventolato anche la sua mano in un movimento a 'mo di ciao, aggiungendo "Vuoi vedere anche la mia?"
E giù a ridere come cretini.

Ma non è finito qui!
Dopo due ore, all'ultima ora, abbiamo di nuovo lo stesso prof per sicurezza sul lavoro.
Tranquilla, seria... io faccio la mia lezione e rimango attenta e seguo i discorsi.
Una mia compagna di classe, seduta vicino le finestre si affaccia dal terzo piano e il prof dice "No..non ti buttare giù! Ascolta sicurezza e poi dopo che sai qualcosina puoi farlo!"
Che pomeriggio raga... poi questa ragazza è andata alla lavagna a disegnare un omino stilizzato, che dovevamo disegnare sul quaderno, circondato da varie tabelline con le paroline dentro.
Io praticamente stavo copiando l'omino di faccia, niente cappello, niente cintura... niente che possa renderlo rappettaro. Gli ho fatto semplicemente una schiena, due gambe, due braccia e una testa con il tappo della colla. Gli aggiungo gli occhietti, due piccoli pallini, il naso, due piccole orecchie, la bocca sorridente e le sopracciglia... lo guardo... scoppio a ridere, tanto che mi scappano le lacrime.
Il prof credeva stessi ridendo per una battuta che forse lui aveva fatto qualche secondo prima, dicendo "ah quella l'ha capita adesso" e io gli facevo di no con il dito.
Iris che è scoppiata insieme a me, dopo averle passato il foglio... lo sventola davanti al prof... il prof lo guarda e glielo strappa di mano! XD

Quell'omino stilizzato era il prof!!!

L'ho fatto talmente uguale che quando Iris ha alzato il foglio, in quell'attimo di secondo, la parte di classe che ha visto è scoppiata a ridere in una maniera così assurda che proprio non sono riuscita a trattenermi le lacrime... ridevo e piangevo. XD
Il prof si guarda il foglio, lontano da sguardi indiscreti e dice "Però... questo me lo tengo per ricordo" ma c'è la mia lezione lì in cima!! XD

Alla fine della lezione mi ha rimesso personalmente il foglio dentro al quaderno, in modo che nessun'altro potesse vedere il proprio ritratto. Gh... e dire che non l'ho fatto apposta!
Appena salita in autobus, mi sono messa al fianco di una mia compagna di scuola e ho completato l'opera, rendendolo più prof! Occhiali alla Harry Potter e barbetta ai lati delle labbra.

Ora si che è il vero ritratto del mio prof.

BabyStar89

domenica, 15 ottobre 2006

02:05
commenti (8)

Sono una Troia.
Mi sto accorgendo che mi sto vendendo al primo che mi capita, solo per puro divertimento.
Ma avrà uno scopo quello che sto facendo?
Lo spero.
Stasera dovevo andare in disco con una mia amica, ma alla fine non ci siamo andate. Siamo rimaste con il suo ex e un gruppetto di amici, dietro il quartiere dove a 10 minuti ci sarebbe stata la discoteca.
Ale si è rifatto vivo, gli manco. Stasera l'ho visto davanti alla discoteca da solo, seduto sul suo motorino spento. Io invece ero a un piccolo "bar" ad asporto, dove vendevano pizze e spuntini di mezzanotte, lì di fianco con dei ragazzi conosciuti questa sera, esco e toh che lo vedo. Sorrido. Mi vede e si dirige verso di me, trascinando lo scooter.
Che bello rivedere un vecchio amico che ti sorride e che ti fa sorridere.
Gli ho proposto di aggregarsi al nostro gruppetto, tanto per non passare un fine settimana da solo, però alla fine... se n'è andato a casa anche perchè la mia amica non lo voleva. Che cazzo... avrei voluto rimanere con lui, senza avere quei due ragazzi al fianco che ci provavano con me.
Ci provavano... e ci sono stata.
Cazzo... avrà uno scopo? Perchè cado sempre nella tana del lupo? Perchè non riesco a dire no?
Non lo so. Mi sento una Troia con la T maiuscola.
E lo dico senza pudore anche perchè è un'età in cui bisogna divertirsi... sì ma forse senza fare le puttane. Lo dico ma non lo faccio. Ma perchè???
Non so più a cosa pensare ormai, voglio dare la colpa a M., ma lui questa sera manco l'ho pensato una sola volta. Non mi è mai passato per la testa.
Il mio pensiero era rivolto ad Ale.
Mi sono pentita di averlo lasciato andare a casa da solo, averlo salutato con un cenno della mano dall'altra parte della statale e vederlo mettersi su il casco. Volevo dirgli "Vieni", ma credo che tutti mi avrebbero fucilata.
La mia amica non lo voleva, per non ferire i suoi amici che erano stracotti di me.
Ho deciso.
Lo sarò, ma mi divertirò, finchè non avrò il mio ragazzo.
Decisione del cazzo... ma finchè sono giovane mi voglio divertire, perchè appena mi sposerò (se mai succederà) non potrò e non voglio fare corna a nessuno.

---

Vi è mai capitato di essere in uno stato di totale confusione mentale?
Che quando dovete scegliere, non sapete cosa scegliere e se avete fatto la scelta giusta?
Sto male in questo stadio...
Oggi pomeriggio vado in discoteca con Annalisa e i suoi amici e nel parcheggio trovo Alessandro (non quello di ieri sera), il fratello dell'ex di mio zio di tanti tanti anni fa. Cazzo, quanto tempo è passato, eppure l'ho riconosciuto subito e anche lui ha riconosciuto me. Non è cambiato di molto.
Abbiamo ballato io e la mia amica insieme ai suoi amici, quelli che ho conosciuto ieri sera. C'era uno di loro che ci provava con me, ma non ci stavo.
Poi mi fermo davanti ad Ale e balliamo insieme, ci baciamo...
Avrò più baciato che ballato cazzo, anche davanti a M.
Mi sentivo male ogni volta che "5 secondi" diceva il suo nome, che le single si mettano in lista per diventare le raga di M, avevo gli scatti, gli sbalzi d'umore, le mani che si stringevano a pugno.
Non lo so... cazzo! Che cazzo mi succede?
Troppi ragazzi, voglio stare da sola...
Quando baciavo Ale, il mio sguardo cercava M. Pochissimi istanti avrò guardato Ale.
Non resisto.
Mi viene male a pensare ed accettare che tra noi due non ci possa essere niente.
Dio... sono pazza di M.

BabyStar89

mercoledì, 11 ottobre 2006

18:41
commenti (5)

Cambiamo modo di scrivere e il colore, perchè a questa vita bisogna dare un senso, anche se un senso non ce l'ha. Proprio come dice Vasco in una delle sue canzoni.
Ho cambiato musica per il blog, mettendo quella del film di "Tre metri sopra il cielo". Non mi sarebbe mai venuta in mente se stamattina, una mia compagna di classe me l'ha fatta ascoltare dicendomi: "Se vuoi ricordare tutti i momenti belli passati insieme a lui... siediti e ascolta".
Non sono capace di pensare, non mi rendo conto di chi mi vuole veramente bene o di chi finge, ma quello di cui sono certa è che io non mento sui sentimenti.
Perdonatemi, ma questo è un post di riflessione personale, se volete leggermi proseguite.. altrimenti forse è meglio se lasciate perdere, forse non siete capaci di ascoltare.

Pare che abbia i paraocchi come i cavalli da traino, quei cavalli che trascinano le carrozze e che hanno i loro paraocchi, per non spaventarli da movimenti al di fuori da quelli davanti a sè.
Mi rispecchio in quei cavalli, guardo dritta, guardo un punto, ma non riesco ad osservarmi intorno. Perchè non mi levano questi paraocchi? A cosa mi servono?
Semplicemente per non aver paura. Mi nascondo.
Ingenua, credo di essere al sicuro con quei paraocchi addosso, con quella barriera che mi separa dal mondo. Invece faccio solo peggio, perchè è un modo per non riuscirmi a difendere, per essere preda del branco.
Nemmeno voi avete ancora imparato a togliere queste barriere.
Ma vi confesso una cosa... io sto bene così.
Con questa barriera, che sicuramente prima o poi si leverà da sola, vado avanti e cammino per la mia strada.
Mi diverto, forse sì, me la tiro... ma chissene frega, non esagero e quello mi basta. Vedere le solite ragazzine che si credono Pamela Anderson o Adriana Lima, che se la tirano per quello che non sono, che si fanno fighe solo perchè sono in un ambiente in cui ci sono ragazzi che vanno a provarci con la prima ragazza gnocca che trovano in mezzo alla pista.
Non dico che mi da fastidio, affatto... anche io sono una che si mette per lo meno apposto appena esce fuori dalla porta di casa. Non esco mai senza la mia matita negli occhi, perchè mi sentirei a disagio. Ma non esagero.
Forse perchè non ho un corpo perfetto e non mi dispiacerebbe averlo... altrimenti non immagino cosa andrei a fare con quel corpo. Mi potrei comprare tanti jeans quando voglio, perchè mi starebbero tutti quelli che mi piacciono. Invece no, con questi fianchi del cazzo non posso fare niente. La pancia sì ok, ne ho... ma tutti invidiano il mio seno.
L'unica cosa di cui posso andare veramente fiera.
 Ma chissene, al di là del corpo fisico viene il carattere.
Su una ragazza come me, chi vorrebbe mai almeno sforzarsi a cercare un minimo di carattere Vero? Forse nessuno... per il momento.
Le mie compagne di classe mi ripetono che i ragazzi non capiscono cosa si stanno perdendo. Che io sono una ragazza troppo speciale per essere gettata come la spazzatura nel cestino. Dicono che ho pochi difetti, tra i quali l'essere lunatica. Ma che ci posso fare, ci sono anche i miei momenti up e down, non è colpa mia se sono meteoropatica. Cambio umore a seconda del tempo. E' così, non credo riesca a cambiare molto.
Non posso cambiare per voi, accettatemi per quel che sono.
Meglio se nessuno vuole, almeno mi diverto anche io. Ma devo cercare di levarmi questi paraocchi se voglio divertirmi a pieno.
L'adolescenza dura poco nella vita, poi si ha tutto il tempo per fare i seri, fino alla morte.
Io me lo sto bruciando.
E l'ho capito solo grazie ad una persona.

Questo è il tempo del divertimento... e divertiamoci!

BabyStar89

martedì, 10 ottobre 2006

19:42
commenti (4)

Prima ora verifica di storia.
Avevo già dei giramenti di testa dall'inizio della giornata, ero rimasta a digiuno dal giorno precedente dall'ora di pranzo. Era dalle 13.00 che non mangiavo. Sono caduta a terra, svenuta.
Colpa dei pensieri che mi circolavano in testa, la fame e il sangue dei miei polsi.
Vedevo tutto bianco e un dolore allucinante alla testa, non capivo niente. Mi sono ripresa poco dopo, anche se a me sembrava un'eternità.
Sto male.
E' inutile che quando la gente mi chiede come va, io rispondo bene... perchè non è vero.
A me non va mai bene. Non c'è una cosa che mi vada bene.
E dopo essermi ripresa, il pianto... nervoso. Avevo la sua foto nella cartella, l'ho presa e l'ho fissata per qualche secondo, poi l'ho stracciata, buttandola nel cestino, con la furia di un animale.
Stavo malissimo.
Il cuore mi bruciava, i polmoni bruciati dal fumo pure, lo stomaco che brontolava e i polsi che tiravano.
Ero in uno stato shockante.
Ho supplicato la prof di non chiamare nessuno, perchè non avrebbero capito, mentivo di stare bene, fingendomi calma.
Tremavo.
Avevo freddo.
Troppo.
I miei compagni che cercavano di tirarmi su da terra e rimettermi sulla sedia a stentoni, colpa delle vesciche sui piedi per domenica pomeriggio, con gli stivali.
Ero tutta un dolore.
Sto cercando di dimenticare, di scordarlo, pensare ad altro, ma se non ho la mente occupata... penso a lui. E' inutile, fisso un punto fermo della classe... una piastrella, l'angolo della lavagna, la cattedra o semplicemente la porta... immaginandomelo sdraiato nel suo letto a dormire beato, mentre io sono ancora sul banco di scuola. La porta, sogno pure ad occhi aperti.
Iris quando mi vede in questi stati, mi da una gomitata, pure la prof mi richiama, ma io non sento... intontita dopo molti richiami, rispondo.
Cazzo... devo dimenticare, levarlo.
Iris mi tira su di morale, dicendomi sempre la solita frase:

"Non dovresti nemmeno pensarlo per come ti ha trattata. Non è così che devono trattarti i ragazzi, sei troppo speciale e non sanno cosa si perdono."

Lei sa come sollevarmi il morale.

Ma non importa... sto male e mi arrangio.

 

BabyStar89

lunedì, 09 ottobre 2006

19:58
commenti (5)

Ci ha riprovato ancora una volta il mio ex.
Dopo quei due mesi della nostra storia andata a puttane, ha ancora il coraggio di venirmi a chiedere di rimetterci insieme. Dopo un quasi anno di distacco.
Dopo quelle mani alzate, le prese in giro, le figure di merda, i baci che raramente esistevano, e solo quel motivo che lui aveva per venirmi a trovare, sempre addosso a me... il torto ricadeva.

"Siamo cambiati entrambi... io e te..."

Io sì, forse sono anche cambiata, ma lui è rimasto sempre il solito Edoardo. Quello che si mette a giocare con tutto, ed è capace di farlo anche con i sentimenti. Ma ormai poco me ne importa di quello che mi chiede, non mi supplicherà ancora una volta, corteggiandomi come un cane pur di avermi ancora al suo fianco. No, non sono la serva di nessuno.
E sono stanca di esser sempre presa in giro.
Non ho mai trovato un ragazzo che mi accetti per quel che sono veramente dentro e che mi voglia almeno un briciolo di bene.
Finora non ne ho trovato nessuno, almeno fino a qualche mese fa credevo di averlo trovato, finchè non sono andata a scoprire altre cose sul suo conto. Dei bei momenti avevo passato con lui, si certo, però intanto non è stato sincero con me, sin dal principio.

Ora no, basta... ho fatto la mia puttanata. Mi divertirò, niente più storie e a fottersi tutto!

E se io devo essere tua, M, Voglio essere la sola.

Stamattina la professoressa di marketing mi ha fatto riflettere su una frase che sua nonna ha detto:

<<Quando ero più giovane ero indecisa sul contenitore o il contenuto di ogni ragazzo. Alla fine ho scelto un po' entrambi... e ora che siamo diventati vecchi, il contenuto mi è rimasto.>>

A volte la gente non si rende conto di chi Perde.

BabyStar89